Nazionale, magiche Far Oer Ma occhio al carpentiere

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Nazionale, magiche Far Oer Ma occhio al carpentiere

Messaggio Da Andreas il Ven Set 02, 2011 6:39 pm

Nazionale, magiche Far Oer Ma occhio al carpentiere



Il c.t. Prandelli è estasiato dalla bellezza dell’arcipelago, ma non sottovaluta l'avversario. A cominciare da Hansen che lavora e si allena 4-5 volte la settimana. Si gioca alle 20.45




Il calcio visto dalle Far Oer. Ap
Prandelli le ha definite un posto magico, le Far Oer. Devono esserlo - e del resto le piccole case con il tetto d’erba un clima fiabesco lo ricordano tutto -, se a poche ore dalla partita i giocatori di casa accettano di parlare con i giornalisti italiani e se troviamo persino un italiano che ha dato vita al dizionario italiano-faroese, lingua parlata dai soli 50.000 abitanti dell’arcipelago. Ma apriamo, un spiraglio per volta, le porte di Torshvan, la capitale di 10.000 abitanti, ai lettori di gazzetta.it.

MINACCIA CARPENTIERE — Partiamo dal pallone. Quello che - ancora parole del c.t. - "permette di scoprire le Far Oer", che altrimenti per molti rimarrebbero un nome complicato scritto nell’oceano in una mappa dell’Europa. Ieri molti giornalisti al seguito dell’Italia le parole dei nostri avversari di stasera se le sono perse, così come l’allenamento, alle 13, ben prima che l’aereo da Firenze, con sosta carburante a Billund, toccasse terra in prossimità delle scogliere di Torshvan, che dal cielo sembrano le highlands scozzesi. E allora, per saperne un po’ di più, siamo andati all’hotel Faroyar - dove alloggia pure la Nazionale - per parlare con il capitano Arnbiorn Hansen, e con il giocatore di maggiore spicco - si fa per dire, qua di fenomeni non ce ne sono, anche se i campi sportivi sono sempre pieni di bambini che inseguono un pallone - tale Edmundsson, attaccante mancino della squadra riserve del Newcastle.




Da sinistra, i minacciosi Hansen e Edmundson.

ciao santon — Hansen fa il carpentiere, proprio come faceva il carpentiere quel Jacobsen che 4 anni fa, qualificazioni per un altro Europeo, segnò la rete dell’1-2 (doppio Inzaghi) nella gara giocata qui contro gli azzurri. "Lavoro la mattina, e la sera mi alleno 4-5 volte la settimana" dice Hansen, e il concetto di sciopero della serie A di fronte a questa realtà diventa un motivo di imbarazzo per chi fa le domande. "Ammiro Pirlo, non è la partita più importante della mia vita, no, perché con l’Italia abbiamo giocato altre 3 volte". Edmundson, classe 1991, faccia bionda da ragazzino che è, saluta l’ultimo arrivato, italiano, ai Magpies con un "Ciao Santon" detto alla telecamera, poi racconta che la Premier League - sì, più che la serie A - era il sogno di bambino, e che, certo, c’è voluto un po’ per adeguarsi alle dimensioni del calcio inglese rispetto a quello di casa, ma ora si sente pronto per il salto di qualità. Ringraziano, salutano, e via a preparare una partita storica, stasera allo stadio Torsvollur, scoperto, e qui piove oltre 260 giorni l’anno - speriamo bene -, dove saranno in 5000 a fare il tifo per i padroni di casa, un decimo della popolazione delle isole. Sulla strada del ritorno, facendo tappa ad un negozio sportivo, il commesso chiede se siamo italiani. "Sì, qui per la partita, giornalisti". E lui, di rimando: "Mio fratello è Suni Olsen, il più grande centrocampista delle Far Oer, e non lo dico perché è mio fratello". Figurati. "Ci vediamo allo stadio" saluta poi a compere avvenute.




Gli azzurri si allenano nello stadio di Torshavn. Ansa


IL MAGGIOR ESPERTO ITALIANO DI FAR OER DI SEMPRE — Ci sarà anche lui a guardare la partita, stasera. Il cuore diviso, "Voglio che l’Italia si qualifichi ad Euro 2012, ma ad una rete delle Far Oer esultarei". Lui è Gianfranco Contri, ha vissuto qui oltre 10 anni, a vari intervalli. "Sono venuto per la prima volta nel 1982 - spiega, l’accento emiliano mai perso -, per curiosità, viaggiando nel Nord Europa. Sono rimasto due anni, poi ultimamente ho lavorato per 5 anni presso l’Università, qui, per la pubblicazione del dizionario italiano-faroese, stampato nel 2004. Ora sono tornato in Italia, vivo a Riolunato, un piccolo paese di montagna in provincia di Modena, da anni facciamo degli scambi culturali con amici delle Far Oer, loro vengono con gruppi musicali, cori, e noi - in 28, stavolta, abbiamo colto l’occasione dell’impegno della Nazionale per tornare qua a rivedere gli amici godendoci la partita. Ieri sera c’è stato un concerto italo-faroese. Il calcio qui è parte della cultura, lo hanno portato i pescatori britannici, alla fine dell’800".

STORIA E PALLONE — Contri ci conduce al porto, a bordo - "ma sì, saliamo che la barca è di un amico di questa mia amica dice" - di un peschereccio, l’Aurora Boreale, ora utilizzato per portare in giro i turisti a dei concerti che si tengono all’interno di grotte alla base delle scogliere. E poi sempre al porto, non lontano dai banconi del pesce (ci sono pure dei tipi di gabbiani, qui li mangiano), andiamo nel luogo in cui 1000 anni fa i capi vichinghi si riunivano una volta l’anno per prendere le decisioni più importanti. Era una specie di piccolo Parlamento. L’ultima tappa, proposta a sorpresa dall’amica locale di Contri è l’edificio del Primo Ministro. "Magari può parlare con la stampa italiana, lui ha giocato a pallone in passato, perché no?" - si domanda. Mah, proviamo, dunque. La prima segretaria non si mostra per nulla stupita, la seconda, rammaricata, ci dice che è in riunione, ma lo potremo conoscere stasera allo stadio". Va bene il posto magico, ma sarebbe stato troppo anche per Toshavn.

Riccardo Pratesi

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