Democratici, pressioni su Penati «Deve farsi processare»

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Democratici, pressioni su Penati «Deve farsi processare»

Messaggio Da Leonid Reznov il Lun Ago 29, 2011 6:32 am

Democratici, pressioni su Penati«Deve farsi processare»
Pdl Gasparri attacca sulla tangente Enimont. La querela di Veltroni



ROMA - Sabato il segretario del Pd Bersani aveva detto che la rinuncia alla prescrizione da parte di Penati sarebbe dovuta essere una scelta personale. Ieri sera il vicesegretario Enrico Letta, al Tg 3, è stato netto: «Non c'è dubbio che Filippo Penati debba rinunciare alla prescrizione». Penati è indagato dai giudici di Monza per corruzione e la rinuncia non comporterebbe il suo arresto. «Questa è la differenza fra il nostro atteggiamento e quello di altri - ha proseguito Letta -, da noi chi viene toccato da vicende così fa un passo indietro, si deve dimettere e farsi processare. Altri diventano ministri. Per noi non deve rimanere nessuna macchia su questa vicenda».
Nel pieno svolgimento della sua Festa nazionale a Pesaro, il Partito democratico si trova ad affrontare l'inchiesta su quello che fu uno dei principali dirigenti al nord e deve fronteggiare gli attacchi del centro destra, pronto a restituire in campo giudiziario tutto ciò che ha riguardato le inchieste sul premier. Sono scesi in campo ieri i due capigruppo Pdl in Parlamento. Molto aspro Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori Pdl: «Bersani - ha detto - spera di farla franca come i suoi predecessori graziati dal Di Pietro magistrato che così, salvati dalla tangente Enimont i capi Pds, D'Alema, Veltroni e Fassino, si avviò verso la carriera ministeriale». Gasparri dice che «si scrive Penati e si legge Bersani» e parla di un «modello di partito» e di «intrecci antichi con finanziamenti illegali esteri e di coop rosse».


Parla del «modello pugliese D'Alema-Tedesco», di «ambigui contributi alla Fondazione Italianieuropei». E Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl: «Penati non è né mariuolo né criminale solitario. L'inchiesta porta alla luce un sistema di potere che viene dal Pci-Pds».
Walter Veltroni ha annunciato una querela nei confronti di Gasparri e Gasparri lo ha sfidato a un pubblico confronto. Il presidente del Partito democratico Rosy Bindi ha sottolineato che il Pd non può essere considerato l'erede in tutto e per tutto della tradizione comunista: «Non ci lasciamo inchiodare al ritornello ossessivo di chi continua a chiedere al Pd di fare i conti con un passato che riguarda un'altra storia». Il Pdl - secondo Bindi - «vuole delegittimare il ruolo di governo e la legittimità del Partito democratico e distogliere l'attenzione dalle difficoltà della maggioranza di fronte alla pesante e iniqua manovra di Ferragosto. Noi abbiamo reagito in nome di una tradizione politica alternativa a quella della destra berlusconiana. Non abbiamo invocato norme ad personam, pasticciato su indecenti modifiche alla Costituzione o ai processi in corso».
Il segretario Bersani ieri non ha parlato, ha trascorso una domenica di riposo. Gli sono arrivate da Pesaro le notizie sul successo di pubblico alla Festa democratica e da Roma quelle sull'offensiva Pdl. Nel Pd si attendono le mosse dei prossimi giorni.
Un collaboratore del segretario spiega: «Siamo pronti però a ricordare che Penati è ancora indagato e Berlusconi è stato rinviato a giudizio per corruzione». Il clima può diventare rovente e il terreno di scontro è la giustizia.

http://www.corriere.it/politica/11_agosto_29/democratici-pressione-penati_374d8a8e-d1fe-11e0-a205-8c1e98b416f7.shtml
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