Buffon: "Sciopero colpa di tutti Ma è fumo negli occhi della gente"

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Buffon: "Sciopero colpa di tutti Ma è fumo negli occhi della gente"

Messaggio Da Leonid Reznov il Lun Ago 29, 2011 8:14 pm

Buffon: "Sciopero colpa di tutti Ma è fumo negli occhi della gente"



C'è una mossa politica dietro il polverone dello sciopero dei calciatori. Ne è convinto Gigi Buffon che da Coverciano, ritiro della Nazionale che prepara le sfide a Far Oer e Slovenia sulla strada di Euro 2012, torna a parlare del rinvio della prima giornata. "Con tutti i problemi che il Paese ha oggi, credo che questo sciopero faccia comodo a qualcuno, per buttare un pò di fumo negli occhi alla gente - spiega il portierone 106 volte in azzurro -. Credo che le colpe siano di tutti: alla base della protesta c'erano idee più che giustificate, il posticipo della prima giornata è stato non dico voluto ma cercato, così si svia l'attenzione della gente dai problemi dell'Italia. Ho il sospetto che dietro tutta questa storia ci sia la volontà di distrarre la gente dai problemi reali del paese. In Italia quando c'è confusione politica, si creano quindici giorni di polverone attorno al calcio. L'articolo 7 sui fuori rosa? Ci siamo arenati per un problema che è il simbolo dell'incapacità di alcuni dirigenti. Se hai 30 o 40 giocatori in rosa, vuol dire che non hai saputo gestire la situazione. Certi atteggiamenti non fanno bene alla nostra categoria, però ricordo a tutti che sono ragazzi e che spesso imparano dai loro errori. Io sono qui dal '95: il calciatore ha fatto grandi passi avanti, lui è migliorato, la sua immagine no".

petrucci ottimista — Il messaggio è chiaro: "Basta con i fenomeni, quelli che vogliono andare contro tutto e tutti e non hanno voluto l'accordo. Se il calcio seguisse i presidenti illuminati e non si facesse trascinare da quelli che sono contro e basta si troverebbe la soluzione". Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, non risparmia le critiche e fa appello all'ala moderata delle società per trovare la soluzione al braccio di ferro tra la Lega e l'Aic sul rinnovo del contratto che ha portato al rinvio della prima giornata di campionato. "C'è una rappresentanza di presidenti che vuole ragionare, non quelli che scrivono agli avvocati e alzano la voce - ha detto Petrucci ai microfoni di Radio anch'io lo sport -. Pensiamo di non rovinare questa bella realtà: sono convinto che con il buon senso l'accordo si troverà. Sono ottimista".

sciopero incredibile — "La seconda giornata si deve giocare, è un obbligo. Questo sciopero è incredibile e si basa su una problematica come l'interpretazione dell'articolo 7 (allenamenti differenziati), che è presente da 25 anni e che ha creato ben pochi contenziosi per mobbing" è il pensiero di Giancarlo Abete. Il presidente della Figc in riferimento alle responsabilità sottolinea: "L'accordo era stato fatto, bisogna essere onesti intellettualmente, era stato raggiunto l'8 dicembre e la Lega non ha rispettato gli impegni assunti. Adesso? La responsabilità induce a continuare l'opera di mediazione, ci sono però delle verità, l'accordo era stato raggiunto e una delle parti non lo ha rispettato e questo è un dato di fatto. Il contributo di solidarietà, altro punto del mancato accordo, non si sa ancora se permerrà e sarà comunque il Governo a decidere. Cosa succedera? Cercherò di capire meglio parlando separatamente con Beretta e Tommasi quali sono gli spazi di manovra, invierò a tutti i presidenti il dossier completo della documentazione che ha accompagnato le decine di riunioni sull'accordo collettivo".

i calciatori — Sull'argomento è tornato anche Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori e ospite di Gazza Offside, il nuovo web show di Gazzetta.it: "Noi calciatori dobbiamo scontare un handicap iniziale - ha detto il 37enne leader dell'Aic -, che è quello della categoria di privilegiati che è in torto quando avanza qualche pretesa. Si è arrivati allo stop perché da un anno e mezzo non c'è un accordo collettivo. Probabilmente sarebbe stato opportuno non partire la stagione scorsa e chiudere prima di allora. Non è stato fatto sulla fiducia di una controparte che aveva iniziato la trattativa, chiusa poi a dicembre. Ad oggi siamo a ridiscutere articoli e clausole che erano già chiuse a dicembre. E' una mia convinzione, condivisa però da molti che la Lega non voglia un accordo collettivo mentre l'assocalciatori lo vuole. Perché lo sciopero alla prima? Non possiamo permetterci di iniziare un altro campionato senza l'accordo collettivo, non solo sulla base di promesse, ma firmato. Si è parlato tanto di contributo di solidarietà, ma sembra che il governo lo tolga. E' un problema che non è mai esistito. E' stato lanciato il sasso per mettere mediaticamente in cattiva luce i giocatori. Si è partito coi commenti, anche di politici, da un presupposto sbagliato, cioè che i calciatori contestano il contributo di solidarietà: ma in realtà nessun giocatore ha mai protestato per quello. Ogni momento è sbagliato per un calciatore rivendicare qualsiasi cosa. Mi fa specie che il momento di crisi sia evidenziato dalle società quando il nodo del contratto, secondo loro, è che noi non permettiamo alle squadre di avere 30-40 giocatori in rosa. Cosa deve succedere perché si giochi la seconda giornata? Deve prevalere il buon senso all'interno della Lega".

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