Bankitalia, effetti restrittivi su economia "Rischio stagnazione, serve rilancio"

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Bankitalia, effetti restrittivi su economia "Rischio stagnazione, serve rilancio"

Messaggio Da Ferdinand il Mar Ago 30, 2011 9:08 am

Secondo il vice direttore della Banca d'Italia, Ignazio Visco: "La crescita del commercio mondiale difficilmente tornerà nei prossimi anni sugli elevati livelli precedenti la crisi". Nel 2011 rischio crescita sotto 1%. E nel 2012 potrebbe essere ancora più debole. "Ma non ci sono alternative"


ROMA - "L'aggiustamento dei conti, necessario per evitare uno scenario ben più grave, avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull'economia". A sottolinearlo è stato il vice direttore generale della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel corso dell'audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

In un quadro che "resta ancora estremamente incerto" potrebbe dunque prefigurarsi, secondo l'analisi di Bankitalia, una crescita del pil "inferiore al punto percentuale" nel 2011 e "ancora più debole nel 2012". Il risanamento dei conti pubblici per il pareggio di bilancio nel 2013 "rallenterà la crescita ma non ci sono alternative", ha dichiarato Visco perché "ogni altro scenario condurrebbe a risultati più traumatici per il nostro Paese".

"Da molti anni la crescita economica - ha spiegato il vice direttore - in Italia è inferiore a quella degli altri paesi dell'Unione europea". Secondo Visco, "la crescita del commercio mondiale difficilmente tornerà nei prossimi anni sugli elevati livelli precedenti la crisi. Rischiamo quindi una fase di stagnazione che rallenterebbe anche la flessione del peso del debito sul Pil". Il riequilibrio dei conti pubblici, ha aggiunto il vice direttore, "deve pertanto associarsi a una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita dell'economia".


[b]cambiamenti
nella struttura della manovra dovrebbero andare nella direzione di ridurre il peso degli aumenti delle entrate, accrescere il ruolo delle misure strutturali, minimizzare gli effetti negativi sul prodotto, contenere l'incertezza circa l'attuazione di alcune misure (quali la delega fiscale e assistenziale e le modalità con cui verrà esercitata la relativa clausola di salvaguardia). Secondo il vicedirettore generale della Banca d'Italia, "l'entità complessiva dell'aggiustamento dei conti programmato non può essere ridotta". E, nel prossimo biennio, "si dovrà attentamente monitorare l'efficacia delle misure ai fini del conseguimento puntuale degli obiettivi indicati dal governo", ha concluso.

La previsione.
E nel 2014 la pressione fiscale raggiungerà livelli record. Secondo il calcolo del vicedirettore della Banca d'Italia, "la pressione fiscale salirebbe soprattutto nel 2012 e nel 2013 (rispettivamente di 1,1 e 0,7 punti); nel 2014 si attesterebbe al massimo storico del 44,5%". E "tale livello sarebbe ancora maggiore - ha aggiunto - se gli enti decentrati compensassero, anche solo in parte, la riduzione dei trasferimenti statali con un aumento dell'imposizione a livello locale. Di contro, l'impatto sul prelievo verrebbe mitigato qualora, come indicato dal governo, almeno una parte dell'aggiustamento connesso con l'esercizio della delega fosse realizzato sul lato della spesa".

Spread.
Per Visco alla situazione attuale anche lo spread "tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi sono ancora molto elevati" perché "i problemi di crescita dell'economia sono percepiti come un forte limite alla capacità di riequilibrio finanziario del paese", ha spiegato.

Evasione fiscale.
La manovra bis dovrebbe avere misure più incisive contro l'evasione fiscale. Abbassare la soglia per l'uso del contante. Questo il suggerimento della Banca d'Italia per la correzione "nell'immediato" del decreto di agosto sul capitolo del contrasto dell'evasione fiscale. Le misure vanno nella giusta direzione ma "interventi più incisivi consentirebbero di ridurre il peso dell'aggiustamento sui contribuenti che rispettano le norme" ha osservato il vice direttore generale di via Nazionale. Per il medio termine va favorito un maggiore uso della moneta elettronica per le spese delle famiglie. Vanno poi potenziati strumenti di misurazione induttiva del reddito ("redditometro e spesometro") e gli studi di settore "prevedendo aggiornamenti annuali e sostituendo il riferimento ai ricavi o ai compensi con quello al valore aggiunto".

Intervenire su Province.
"Un più deciso intervento sugli apparati istituzionali darebbe risparmi significativi nel medio termine, oltre a sottolineare l'urgenza del riequilibrio dei conti pubblici". Per Visco, "la razionalizzazione dei diversi livelli di governo dovrebbe mirare a semplificare i processi decisionali e a evitare duplicazioni di funzioni e sovrapposizioni di competenze". Una parte delle funzioni delle Province, ha proposto Bankitalia, "potrebbe essere riallocata ai comuni, che già hanno responsabilità in materia di istruzione, cultura e beni culturali e politiche sociali. Funzioni riferibili ad ambiti territoriali più ampi (trasporti, gestione del territorio, tutela dell'ambiente, sviluppo economico) potrebbero invece passare alle Regioni. Ciò favorirebbe una razionalizzazione degli interventi in tali ambiti. Una sostanziale riduzione delle competenze delle province consentirebbe un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi e non trascurabili risparmi".

Articolo 8 della manovra.
"Persegue la finalità condivisibile di rafforzare la contrattazione aziendale e territoriale" ma la contrattazione "non può sostituirsi a un'adeguata disciplina normativa". Per Bankitalia "la valorizzazione della contrattazione aziendale con il consenso delle parti sociali e l'eliminazione di tutte le incertezze applicative sono obiettivi da perseguire. La contrattazione decentrata è in atto in paesi con tradizioni di relazioni sindacali non troppo dissimili dalla nostra". La fluidità del processo di riallocazione è condizione essenziale "per assecondare la trasformazione dell'economia italiana e spingerne la crescita".

Pensioni.
Visco ha poi ricordato che "negli scorsi anni la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi", ma "va tuttavia considerata la possibilità di completare il processo di riforma del sistema pensionistico, correggendo le disparità di trattamento ancora esistenti tra diverse categorie di lavoratori". Inoltre, "si potrebbe prevedere un ulteriore graduale aumento delle 'quote' per l'accesso alla pensione di anzianità (date dalla somma degli anni di contribuzione e di età)", ha concluso.

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