Mondiali d'atletica non c'è gara: sei medaglie, sei alle donne del Kenya

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Mondiali d'atletica non c'è gara: sei medaglie, sei alle donne del Kenya

Messaggio Da Leonid Reznov il Sab Ago 27, 2011 9:19 pm

Tripletta nella maratona al mattino; poker (dal primo al quarto posto) nei 10.000, in serata


DAEGU - Il Mondiale di atletica in terra di Corea si è aperto con un evento mai visto e mai capitato. Prima giornata con due finali e le sei medaglie sono andate tutte alle donne del Kenya. Tripletta nella maratona al mattino; poker (dal primo al quarto posto) nei 10.000, in serata. Nel medagliere per ora c’è soltanto una nazione: il Kenya, terra della corsa, che ha aperto la strada ai trionfi africani in pista quarantatré anni fa, nel segno dell’immenso Kip Keino.

GIORNATA PARTICOLARE - Che fosse una giornata particolare lo si era capito alle 9 del mattino coreano, perché lo starter aveva dato partenza falsa nella maratona, nonostante al traguardo mancassero 42 chilometri e 195 metri. Un piccolo gruppo di atlete si era mosso in anticipo e le regole sono uguali per tutte le gare. Il festival keniano ha cominciato a materializzarsi con Edna Ngeringwony Kiplagat, 32 anni da compiere il 15 novembre, sposata, due figli, caporale di polizia, allenata dal marito, che ha battuto Priscah Jeptoo e Sharon Cherop. Mai era successo, nella storia del Mondiale, nato nell’83, che il podio della maratona (maschile e femminile) fosse requisito da atleti/e di una stessa nazione. È stata una gara molto tattica per 35 chilometri, quando il gruppo al comando era ancora folto. In quel momento sono partite le keniane, facendo selezione in un chilometro. Ha provato a resistere l’etiope Bezunesh Bekele, che però è stata costretta ad arrendersi dopo un paio di chilometri, rassegnandosi alla sconfitta nel derby infinito fra Kenya ed Etiopia. Non è mancata la suspense, perché all’ultimo rifornimento, la Cherop ha involontariamente tagliato la strada alla Kiplagat, che è caduta: «Ho temuto di essermi fatta male, invece quando mi sono rialzata, ho capito che era tutto a posto». La Cherop si è subito fermata, si è scusata e ha verificato che la compagna di squadra non avesse avuto conseguenze nell’incidente. Così è ripresa la battaglia con la Kiplagat, che ha cambiato passo al 39° km ed è andata a vincere senza problemi, chiudendo in 2.28’43", 17" meno della Jeptoo e 31" meno della Cherop. Del resto era lei la favorita, perché si era presentata a Daegu con il miglior tempo dell’anno fra le presenti (Londra, 17 aprile). Per lei, che si allena fra il Kenya e Boulder, negli Stati Uniti, questa era la quinta maratona in carriera. La Kiplagat ha distanziato di 1.21’05" Shariska Winterdal di Aruba, isola del Caribe, a nord del Venezuela. È arrivata al traguardo 46° e ultima. La festa del Kenya è continuata dentro allo stadio, prima che entrassero in scena i velocisti.

I DIECIMILA - La finale dei 10.000 si è risolta all’ultimo giro, con quattro keniane contro una sola etiope. L’oro è andato a Vivian Jepkemoi Cheruiyot, 28 anni, che ha vinto tutto in carriera tranne l’Olimpiade (e che ora punta ai 5.000), davanti alla Kipyego e alla Masai. E per non farsi mancare nulla, il Kenya ha conquistato anche il quarto posto con la Cherono, lasciando all’Etiopia solo il quinto posto (alla Melkanu), con la Defar, ritirata perché vinta dall’ira di fronte allo strapotere del Kenya.

Fabio Monti
Corriere della Sera
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